Le pulci sono parassiti molto particolari nella storia della civiltà umana. Hanno acquisito una dubbia fama nel Medioevo, come portatrici del batterio della peste, sono state compagne di Ötzi, il famoso uomo dei ghiacciai e sono riuscite a conquistare il circo, stabilire record nel salto in lungo e dare il nome ai mercatini, perché l’una o l’altra pulce andava in giro per i tavoli nella vendita delle merci. Per i nostri animali domestici rimangono ancora oggi frequenti seccatrici.
Le pulci si nutrono del sangue delle loro vittime
Le pulci sono minuscoli insetti con una dimensione media di pochi millimetri, presenti in tutto il mondo con oltre 2400 specie. Tuttavia, chi vuole combatterle correttamente deve sapere di più su questi ectoparassiti.
Una pulce femmina adulta vive circa tre settimane, durante le quali depone circa 20-50 uova al giorno. Dalle uova si schiudono le larve che si trasformano in pupe. Nel bozzolo matura la ninfa e infine la pulce adulta. Allo stadio di pupa, la pulce può rimanere per mesi nell’ambiente domestico prima di cercarsi di nuovo un ospite.
Allo stadio adulto le pulci si nutrono esclusivamente del sangue dei loro ospiti. Le loro prede sono quasi sempre mammiferi, compresi gli esseri umani, anche se alcune specie di pulci hanno sviluppato una predilezione per gli uccelli. Molto prima che esistessero gli esseri umani le pulci prosperavano come parassiti nutrendosi del sangue dei loro animali ospiti.
Pulci: dove si trovano e come vivono
Le pulci hanno una caratteristica struttura corporea appiattita lateralmente e un apparato boccale per pungere e succhiare. Le pulci non dispongono di ali. Un ulteriore segno distintivo dell’aspetto è la robusta terza coppia di zampe che permette loro di saltare. Grazie a tale organo sono in grado di superare con un salto una lunghezza pari a 150 volte il loro corpo. È come se una persona raggiungesse la cima della Torre Eiffel con un salto. Per la pulce si tratta di una proprietà utile a saltare su un ospite, anche se estremamente energivora.
Il 95% della popolazione di pulci si trova nell’ambiente dell’animale
Poiché il 95% della popolazione di pulci (uova, larve, pupe) si trova sul pavimento, su tappeti, divani, coperte o in auto, in caso di infestazione da pulci è necessario pulire a fondo o trattare anche l’ambiente dell’animale. Per risparmiare all’animale e a sé stessi tali procedure, è opportuno seguire una profilassi regolare durante tutto l’anno. A questo scopo esistono diversi rimedi per il cane e il gatto.
Anche quando è presente un’infestazione, non è sufficiente trattare le pulci una sola volta sull’animale. Anche se per un po’ ci si sbarazza degli esemplari visibili sull’animale, difficilmente si riesce a eliminare le pupe rimanenti nell’ambiente dell’animale. Per interrompere definitivamente il ciclo di sviluppo, il trattamento con antiparassitari deve coprire almeno un periodo di 3-4 mesi.
Le pulci tormentavano già i dinosauri
Le pulci appartengono a un ordine di insetti molto antico, come dimostrano reperti fossilizzati del Cretaceo e del Giurassico (circa 165 milioni di anni fa). Gli esemplari trovati nell’ambra baltica, datati circa 65 milioni di anni, sono già simili nella struttura e nelle caratteristiche alle pulci odierne che infestano gli animali domestici e l’uomo. Che anche i dinosauri non erano al sicuro da fastidiose pulci è stato dimostrato alcuni anni fa da scienziati cinesi. Durante gli scavi i ricercatori si sono imbattuti in fossili di pulci preistoriche che, secondo lo studio, si erano specializzate in dinosauri volanti e, con una dimensione di circa 2,5 cm, rappresentano veri e propri giganti preistorici rispetto ad altre pulci.
La pulce rimane sul suo ospite?
Sebbene le pulci siano per lo più identificate con il nome del loro animale ospite preferito (pulce del cane, pulce del gatto, pulce dell’uomo, pulce del ratto, pulce del pollo, ecc.), non hanno una specificità incondizionata verso l’ospite. Possono quindi passare dall’animale all’uomo. Un esempio noto è la pulce di ratto, che dopo la morte del suo animale ospite effettivo amava prendere l’uomo come sostituto, provocando così la peste, la cosiddetta «morte nera».
Delle circa 70 specie di pulci presenti nell’Europa centrale, la pulce del gatto (Ctenocephalides felis) è una delle specie di pulci più comuni e colpisce gatti e cani allo stesso modo. La pulce del cane (Ctenocephalides canis) è un po’ meno comune.
Esiste una stagione delle pulci?
Alle nostre latitudini non esiste una vera e propria stagione delle pulci, perché negli appartamenti o nelle abitazioni i fastidiosi parassiti possono sopravvivere tutto l’anno e moltiplicarsi a piacimento. Nei mesi più caldi aumenta il rischio che gli animali domestici si prendano le pulci dai conspecifici. L’infestazione da pulci è quindi fondamentalmente possibile durante tutto l’anno.
Il ciclo di vita di una pulce
Nell’arco di vita di una pulce, che di solito dura fino a tre mesi, le pulci femmine adulte depongono circa 20-50 uova al giorno sul loro ospite. Il presupposto per la deposizione delle uova è il pasto di sangue che viene effettuato più volte al giorno (4-8 volte) e dura solo pochi minuti. Le uova cadono dal mantello dell’animale e così vengono distribuite nell’ambiente. In tal modo si ottiene una considerevole progenie, di centinaia fino a migliaia di potenziali parassiti. Non sono solo le femmine di pulce a succhiare il sangue, visto che anche i maschi non disdegnano tale dieta. Le femmine hanno bisogno soprattutto dei componenti ematici corpuscolati (cellule del sangue), in grado di fornire energia che viene utilizzata per la deposizione delle uova, mentre la componente ematica liquida (il siero) viene eliminata direttamente attraverso l’intestino durante la suzione. Queste «tracce di sangue» sono visibili come briciole marroni-nere nel mantello e sono un indizio sicuro di un’infestazione da pulci. Per dimostrarne la presenza si può usare un foglio di carta assorbente da cucina umido: le friabili feci delle pulci producono striature rossastre a contatto con l’umidità.
Le pulci sono in agguato nella cesta o sul divano
La maggior parte degli stadi di sviluppo della pulce si trovano dove l’animale si trattiene maggiormente, ad esempio nella cesta o sul divano. Anche se le uova delle pulci vengono deposte sull’animale, scivolano via dal mantello e si sviluppano ulteriormente nell’ambiente. Dopo circa una settimana le uova si schiudono, dando origine alle larve, prive di occhi e di piedi, che si nutrono principalmente di materia organica degradata presente sul suolo. Poiché le larve possono avvolgersi intorno a fibre di tessuto, non sono facili da rimuovere nemmeno con l’aspirapolvere. Le larve crescono nelle immediate vicinanze dell’animale ospite, mutano tre volte fino a quando l’ultimo stadio larvale si chiude in un bozzolo (pupa), in cui avviene la completa trasformazione in pulce vera e propria. In condizioni naturali il ciclo può durare da poche settimane a diversi mesi. Le pupe sono estremamente resistenti e quindi le più difficili da combattere.
Possibili conseguenze di una puntura di pulce
Le pulci non sono solo fastidiose, ma possono anche diventare un problema di salute per animali domestici e proprietari. Ad esempio, nel gatto o nel cane può svilupparsi la tenia cucumerina a seguito dell’ingestione di una pulce infestata. Inoltre, le punture di pulce possono causare prurito grave, arrossamenti e papule sulla pelle. I graffi e gli sfregamenti provocano lesioni e infiammazioni cutanee. Le punture ripetute possono scatenare una dermatite allergica da pulci (DAP). La DAP è una delle più comuni malattie della pelle e rappresenta l’allergia più frequente nei cani e nei gatti.